Il suo primo film ha diviso la critica esattamente a metà e ha incassato il triplo di quello che le case di produzione si aspettavano. Il secondo è ancora in lavorazione, ma di lui si parla già moltissimo — nei corridoi di Cinecittà, nei festival internazionali, e soprattutto sui social dove i suoi commenti nelle interviste diventano regolarmente virali.
Lo incontriamo in un bar del centro di Roma, dove arriva in ritardo di diciassette minuti senza scusarsi. «Il traffico», dice semplicemente. Poi si siede, ordina un caffè, e comincia a parlare come se stessimo già nel mezzo di una conversazione.
«Il prossimo film vi scandalizza tutti. Ve lo dico subito così non ci sono sorprese. E se pensate che il primo fosse difficile da digerire, preparatevi.»
Impossibile non chiedergli perché. «Perché parla di cose che la gente finge di non vedere. Di meccanismi sociali che tutti conoscono ma che nessuno vuole nominare. Il cinema italiano, quando funziona, deve fare questo: mettere il dito nella piaga. Non consolare».
I tre no delle case di produzione
Il progetto, stando a quanto racconta, ha già incontrato resistenze significative. «Tre case di produzione hanno letto la sceneggiatura e me l'hanno rimandata indietro. Una mi ha detto che era «troppo». Un'altra ha usato la parola «irrappresentabile». La terza si è limitata a non richiamarmi».
Alla fine, ha trovato i finanziamenti attraverso canali alternativi — un fondo europeo per il cinema d'autore e un produttore indipendente che «aveva capito cosa stavo cercando di fare». «Sono contento così. Più libertà, meno compromessi».
L'attrice che ha detto no
Una delle attrici italiane più popolari del momento aveva già letto il copione e, secondo fonti del settore, era interessata. Poi ha fatto un passo indietro. «Mi ha scritto un messaggio», racconta il regista. «Molto lungo, molto gentile. Diceva che rispettava il progetto ma che non riusciva a portare sullo schermo quella storia. Motivi etici, ha scritto».
«Ho rispettato la sua scelta. Il cinema è anche questo: sapere cosa non sei disposto a fare.»
La parte è stata poi assegnata a una giovane attrice quasi sconosciuta, che il regista descrive come «la rivelazione assoluta di questo progetto». «Quando la vedrete, capirete tutto. È una di quelle performance che cambiano il modo in cui guardi il cinema».
Il film dovrebbe essere pronto per l'autunno, con l'obiettivo di partecipare ai principali festival europei. Se sarà davvero scandaloso come promette, lo scopriremo presto. Nel frattempo, lui finisce il caffè, si alza, e saluta con la stessa sicurezza con cui è entrato. Senza guardarsi indietro.